CORTILE
una produzione Le belle bandiere in collaborazione con Comune di Russi
regia e drammaturgia
Elena Bucci, Marco Sgrosso e Andrea De Luca
con Daniela Amati, Cinzia Bassi, Giovanni Belvisi, Mauro Benedetti, Laura Berardi, Giordano Casadio, Licia Castellari, Paride Contarini, Pietro Corbari, Cinzia Damassa, Enrica Ghinassi, Gianni Mazzesi, Paola Mercatali, Alessandro Miserocchi, Roberta Ragazzini, Giovanna Randi, Monica Ravaglia, Paola Ravaglia, Marco Pagani, Claudio Persiani, Paola Savorani, Mirta Sintini, Franco Zoli
luci Elena Bucci - suono Marco Sgrosso - consulenza musicale ed assistenza tecnica Angelo Sintini - interventi scenografici Carluccio Rossi, Luca Rotondi - collaborazione ai costumi Lidia Liverani - foto di scena Paolo Maioli, Pier Franco Ravaglia - grafica Alvaro Petricig
Questa volta, il viaggio teatrale dell'estate non ci porta nell'avvolgente atmosfera di un luogo antico e abbandonato - come l'indimenticabile Palazzo di San Giacomo - ma nel cuore dell'abitato, tra le mura di un cortile. Queste mura - invece di rinchiudere - sono diventate un ulteriore stimolo a inventare, a vedere quello che non c'è, ma che potrebbe essere. Ogni elemento del cortile ha assunto mille aspetti e sensi. Il cortile tutto ingoia e tutto digerisce, eventi tragici e comici, litigi e rinconciliazioni, tessendone poi una trama. L'urgenza dell'espressione e il filo della fantasia si dipanano attraverso la sorprendente tessitura della vita quotidiana, con i suoi riti e rumori, con gli inamovibili silenzi che paiono sospendere il corso del tempo. I gesti mille volte ripetuti possono lievitare in un sogno fantastico, l'osservarsi reciproco può essere amplificato fino ad assumere gli echi di un coro da tragedia greca... In questa nuova città, sognata così fortemente da diventare vera, e che ha il suo centro nel cortile, ci lasciamo sorprendere dalle infinite sfumature dei sentimenti che legano e separano gli stessi esseri umani.
Abbiamo letto alcune pagine di Garcìa Marquez... e gli abbiamo rubato alcune domande.... Cosa sarebbe di noi se perdessimo la memoria, il nostro passato e quello di chi ci vive accanto? Come ci troveremmo in un presente sospeso e smemorato? Qual è il limite tra storia e leggenda?
regia e drammaturgia
Elena Bucci, Marco Sgrosso e Andrea De Luca
con Daniela Amati, Cinzia Bassi, Giovanni Belvisi, Mauro Benedetti, Laura Berardi, Giordano Casadio, Licia Castellari, Paride Contarini, Pietro Corbari, Cinzia Damassa, Enrica Ghinassi, Gianni Mazzesi, Paola Mercatali, Alessandro Miserocchi, Roberta Ragazzini, Giovanna Randi, Monica Ravaglia, Paola Ravaglia, Marco Pagani, Claudio Persiani, Paola Savorani, Mirta Sintini, Franco Zoli
luci Elena Bucci - suono Marco Sgrosso - consulenza musicale ed assistenza tecnica Angelo Sintini - interventi scenografici Carluccio Rossi, Luca Rotondi - collaborazione ai costumi Lidia Liverani - foto di scena Paolo Maioli, Pier Franco Ravaglia - grafica Alvaro Petricig
Questa volta, il viaggio teatrale dell'estate non ci porta nell'avvolgente atmosfera di un luogo antico e abbandonato - come l'indimenticabile Palazzo di San Giacomo - ma nel cuore dell'abitato, tra le mura di un cortile. Queste mura - invece di rinchiudere - sono diventate un ulteriore stimolo a inventare, a vedere quello che non c'è, ma che potrebbe essere. Ogni elemento del cortile ha assunto mille aspetti e sensi. Il cortile tutto ingoia e tutto digerisce, eventi tragici e comici, litigi e rinconciliazioni, tessendone poi una trama. L'urgenza dell'espressione e il filo della fantasia si dipanano attraverso la sorprendente tessitura della vita quotidiana, con i suoi riti e rumori, con gli inamovibili silenzi che paiono sospendere il corso del tempo. I gesti mille volte ripetuti possono lievitare in un sogno fantastico, l'osservarsi reciproco può essere amplificato fino ad assumere gli echi di un coro da tragedia greca... In questa nuova città, sognata così fortemente da diventare vera, e che ha il suo centro nel cortile, ci lasciamo sorprendere dalle infinite sfumature dei sentimenti che legano e separano gli stessi esseri umani.
Abbiamo letto alcune pagine di Garcìa Marquez... e gli abbiamo rubato alcune domande.... Cosa sarebbe di noi se perdessimo la memoria, il nostro passato e quello di chi ci vive accanto? Come ci troveremmo in un presente sospeso e smemorato? Qual è il limite tra storia e leggenda?















